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Levyan - Nubian - 15 - La nottola di Minerva

XV La nottola di Minerva   Il bar in cui Kalut aveva chiesto a Green e Blue di farsi vivi era un piccolo e discreto chioschetto all’angolo tra la via principale di Rupepoli e la strada che andava verso il mare, a nord. Quando entrarono nel locale, nessuno li riconobbe, imbacuccati com’erano nelle loro sciarpe. Una campanella segnò il loro ingresso e attirò verso di loro l’attenzione dell’uomo che era dietro al bancone, che sfoderò un luminoso sorriso. «Salve, viaggiatori, accomodatevi pure» pronunciò quello, agitando sinuosamente i suoi folti baffi grigiastri. Green e Blue si sentirono a disagio. Si erano abituati ai gelidi approcci della gente del nord, Sinnoh non era certo famosa per il suo calore umano. Tuttavia non disdegnarono l’idea di sedersi ad un tavolo e ordinare qualcosa di caldo e rinvigorente. Green prese un tè nero, Kalut una tisana allo zenzero e Blue un vin brule’ con una fetta di crostata. I primi due si scambiarono un’occhiata di disapprovazione per com...

Lila May - Star★Power - III★

III ★ Altaria volò fino al ramo, afferrò il giovane per le spalle e lo gettò a terra con la delicatezza di un Ursaring in una cristalleria. Dopodiché, raggiunse tranquillamente Delcatty; comunicò un po’, per convincerlo a montare in groppa, poi gli diede un piacevole passaggio oltre le inferriate del giardino e ritornò dalla sua allenatrice, contenta di aver compiuto una simile buona azione dopo tanto tempo. Il Pokémon gatto ringraziò con un miagolio strascicato, prima di scomparire trotterellando placido per le viuzze di Ceneride. Orthilla tirò un sospiro di sollievo, lieta del fatto che non si fosse trattato ne di ladri o assassini, ne di giovani stupidi impazienti di consumare. Ma rimaneva comunque una questione irrisolta. Chi era quel tipo? Cosa ci faceva nel suo giardino? E soprattutto, perché non la guardava con odio e disprezzo? « Come hai fatto a capire che non era mio? » domandò. Sembrava esausto, e si tirò su a fatica, sibilando per il dolore. « Perché altrim...

John Hancock - Bloodborne - 3. Bufera

3. Bufera Era ancora buio quando Bellocchio si svegliò. Immerso nell’oscurità della camera degli ospiti, si ritrovò a osservare il soffitto che, come le pareti, era rivestito di legno. Accese la lampada da lettura che si trovava sul comodino alla sua sinistra e si alzò. Facendo ben attenzione a non far rumore, andò in bagno. Pochi minuti dopo era nuovamente in camera, pronto a vestirsi. Indossò gli abiti del giorno prima e si diresse nel salotto. La casa, come anche tutta Nevepoli, era ancora immersa in un profondo sonno. L’unico rumore udibile, seppur attutito dallo spessore delle mura e dei vetri, era l’ululare del vento. A tentoni cercò l’interruttore della luce e, dopo un sonoro click la stanza venne illuminata a giorno. Diede un’occhiata attraverso la grossa finestra, notando il contrasto fra la luce interna e l’oscurità che saturava l’aria, all’esterno, dove la neve vorticava tutt’intorno, stringendo la casa in un gelido abbraccio. Bellocchio s’avvicinò al d...