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Primo Interludio



Pokémon Adventures ITA, è qui che dovete passare per vedere il meglio dei fumetti Pokémon, le storie dei migliori allenatori, fantastiche immagini e naturalmente succose novità ed informazioni riguardo i nuovi giochi in uscita della sesta generazione. Questa sera nuovo pezzo, con noi si legge il meglio.
Continua lentamente la storia di Prima e Timoteo, eroi in un mondo che non capisce.
Poco ma buono. A lunedì 11 febbraio, con il terzo capitolo della storia.
Stay tuned, e look at back.

Andy $.






Timoteo sospirò. L’ultimo gradino lasciò sotto le suole dei suoi calzari tutta l’insicurezza di un uomo che doveva morire, che sapeva che sarebbe andato via.
Poco distante dalla scalinata, le sue truppe erano schierate. La gran parte di quegli uomini quella notte sarebbe morta. Prima non gli aveva detto chi avrebbe vinto la battaglia, e questo un po’ lo rincuorava.
Tuttavia, se i templari avessero vinto la battaglia, lui non avrebbe potuto festeggiare con loro.
Le fiamme lo avrebbero ucciso.
Lui sarebbe morto.
Il suo primo pensiero andò a Prima. Sarebbe rimasta sola, senza di lui.
Poi cercò di immaginarsi come doveva essere la morte. Cosa si potesse provare.
Cosa sarebbe successo.
Cercò di catapultare lontano da lui le immagini del suo corpo carbonizzato, ed entrò nell’accampamento. La luce della luna splendeva, copriva con un velo di zucchero tutto ciò che non fosse in ombra. Qui e li varie fiaccole illuminavano l’accampamento.
I suoi compagni erano pronti. Marcello, il suo migliore amico, stava seduto su di un muretto, intento a guardare i suoi Pokèmon. Gli stava trasmettendo la sua forza.
Davanti c’erano i suoi compagni di sempre. Lairon, Cacturne e Noctowl.
Si guardavano. Cercavano di caricarsi.
“Marcello” lo chiamò.
“Timoteo! Dannazione, sei tornato!”
“Eccomi. Qualcosa da segnalare?”
“Niente. Ma gli ingiusti attaccheranno? Sei sicuro?”
“Si”
“Le nostre forze sono diminuite dall’ultima battaglia”
“Lo so...” rispose Timoteo, cupo.
“Ho un brutto presentimento”
“Non dirlo nemmeno!” urlò Timoteo.
Lairon ruggì, mentre Noctowl si alzò in volo. Marcello spalancò gli occhi.
“Hai ragione. Scusa”
“Non dire neanche questo. Non preoccuparti. Ma dobbiamo pensare positivo. Le persone ed i pokemon di Adamanta hanno bisogno di noi”
“Ne sono benissimo a conoscenza”
“Fuori” disse calmo, facendo uscire dalle sue ball Haxorus, assieme ad un Absol e ad un esemplare di Scyther.

         
“E’ bene che respirino un po’” disse Marcello, sorridendo. “Ti affidi sempre alla tua spada. Capisco che tu ti senta sicuro di te stesso. Ma devi fare affidamento anche su di loro. Sono o non sono tuoi amici?”
“Di più. Sono la mia famiglia”
“Già. Haxorus era un draghetto quando l’hai trovato”
“Ricordo” sorrise Timoteo.
Poi la tensione si sciolse leggermente. Timoteo si sedette per un momento, accanto al suo amico, e gli mise una mano sulla spalla. L’armatura di Marcello era congelata.
“Prima come sta?” domandò quest’ultimo.
“Oh...bene...sta bene. Almeno credo”
“Non me la conti giusta. E’ successo qualcosa”
“Ci siamo baciati” vuotò subito il sacco Timoteo. “E abbiamo fatto l’amore”
“Eh?! Timoteo...la notizia principale è la seconda”
Sorrisero entrambi. Poi Timoteo sospirò.
“Cioè...hai fatto l’amore con l’oracolo. L’oracolo di Arceus. Questo non imporrà qualche sciagura, o altre cose così?”. Timoteo adorava la schiettezza di Marcello.
“Probabilmente stanotte morirò”
Marcello sorrise, poi gli diede uno spintone. “Nessuno potrà ucciderti. Ci sono io che ti copro le spalle”
Timoteo non riuscì a trattenere un sorriso da un orecchio all’altro.
“Grazie. Ed anche io ti proteggerò”
“Ti voglio bene, fratello”
“Anche io”
All’improvviso uno squillo di tromba allarmò tutti, Pokemon compresi.
“Gli ingiusti stanno arrivando”



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