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Shipshot - 6



Salve a tutti! Pokémon Adventures ITA vi aspetta con tantissime nuove immagini ed informazioni dal mondo dei Pokémon! Martedì vi aspetto con la nuova uscita! A presto!

Andy Black



La casa era buia, ed il rumore era causato solo dal ticchettio dell’orologio. La lancetta dei secondi correva smaniosa, mentre quella dei minuti, più pigra, stentava a stargli dietro.
Tuttavia, proprio in quel momento si fermarono entrambe. Mezzanotte e tre quarti, e per quell’attimo d’infinito il tempo s’era spento, stanco, svanito, evaso dalle pratiche mentali.
Il silenzio rimaneva monumentale e niente si muoveva. Il buio aveva sporcato tutto di quel nero e grigio, ma poco interessava in quel momento.
Niente si muoveva.
Niente andava avanti né tornava indietro. Erano in quell’attimo particolare in cui Panta Rei non significava praticamente nulla.
E poi la corsa tra le lancette riprese, giusto nel momento in cui le chiavi girarono all’interno della serratura. La porta si spalancò, inondando della luce lunare il salotto.
Green e Blue si baciavano passionalmente, senza vedere dove andavano, senza rendersi conto di cosa facevano. Con un calcio lui sbattè la porta alle sue spalle mentre stringeva la ragazza che aveva davanti con tutto il vigore possibile, per far aderire il suo corpo a quello della bella.
Le mani scandagliavano la schiena di Blue come un cieco che legge una tavola braille.
I capelli della ragazza s’infilavano in quel bacio così intimo da far imbarazzare chiunque lo avesse guardato. Nulla poteva interromperli, di fatti lei tirò in alto i capelli, mostrando il collo scoperto.
Green ci si gettò velocemente, mordendolo, baciandolo, tormentandolo, provocando forti brividi nel profondo del corpo della ragazza.
La camera da letto era troppo lontana. Serviva qualcosa, serviva in quel preciso istante.
Si gettarono sulla parete che avevano davanti, accanto all’arco d’ingresso per la cucina. Blue vi era poggiata di spalle mentre Green la pressava con il corpo. Le mani cercarono la zip del suo vestito celeste e una volta trovata percorsero l’intera rotaia della cerniera alla massima velocità.
Prima che il vestito cadesse alle caviglie della ragazza, quella sbottonava la camicia grigia del ragazzo. Una volta che anche l’ultimo bottone fu aperto, e che i piedi di Blue affondarono in quelle acque di cotone, le labbra della ragazza passarono lentamente dalle labbra al collo del ragazzo, e poi ancora al petto.
Green respirava profondamente, l’odore dei capelli della sua donna lo inebriava, riempiendolo di desiderio. Le mani del ragazzo incontrarono dapprima la pancia piatta della ragazza, poi salirono, in corrispondenza delle coppe del reggiseno bianco che la castana indossava. Carezzò i seni di quella, poi sganciò quell’arnese infernale sul davanti e libero quelle meraviglie. La fame adesso si sentiva, prima strizzo tra le mani un seno, poi afferrò la donna per i fianchi, sollevandola. Lei si appoggiò con la schiena contro il muro, mentre le labbra di Green si cibavano del suo petto. Baci e leccate leggere le provocavano brividi tormentati, con il solo scopo di aumentarle il desiderio di unire il suo corpo a quello del ragazzo.
Green si sfilò la camicia, e sentì le gambe di Blue cingerlo attorno alla vita, mentre le braccia fecero lo stesso attorno al collo. I loro respiri diventavano più gravosi, pesanti, e si sedimentavano nei loro padiglioni auricolari, aumentando ancora di più adrenalina e desiderio.
“Ti voglio” fece lui, quasi in un sussurro, mentre lei prese a mordergli le labbra. Una mano abile del ragazzo lo liberò dai pantaloni, lasciandolo in boxer. Il suo corpo aderì ancora contro il suo. Amò la sensazione che provò sentendo i capezzoli della ragazza sul suo petto.
“Andiamo... sul letto...” ansimò lei.
“No...”
Gli occhi azzurri della ragazza illuminarono di nuovo la stanza, ma si richiusero.
Fu questione di un attimo, ancora contro la parete, via quel tanga così sottile e quei boxer così stretti, e poi l’uno dentro l’altra, connettendosi misticamente tra di loro.
Lui diede dapprima una spinta molto delicata, con l’effetto di far sussultare leggermente la ragazza, aggrappata al collo di Green ed appoggiata alla parete.
“Ti amo...” sussurrò lei.
“Pure io...”
Poi si sentì di nuovo riempire dal ragazzo, mentre le endorfine inviavano al cervello messaggi di piacere. Le dita di lei carezzavano la nuca di Green, poi la schiena, con tutti i muscoli definiti. Lo baciò, gli strinse una natica, poi sentì un’altra spinta, stavolta più forte, stavolta più energica.
Più piacevole.
Cominciarono a baciarsi, scambiandosi ossigeno prezioso come se fossero gli unici a possederne un po’, massaggiandosi a vicenda le spalle, i fianchi, il collo, i seni.
I respiri diventavano sempre più affannosi, e più le lancette si inseguivano più i loro corpi erano stanchi e sfiniti, tuttavia continuavano a darsi l’un per l’altra, perché se lo dovevano, perché lei aveva bisogno che lui fosse dentro di lei e viceversa.
Perché dovevano essere una sola cosa, almeno un’altra volta prima di morire.

Le lancette continuavano a correre, ma era passato tanto tempo. Green e Blue erano sul letto, a dormire, l’uno accanto all’altra, nudi, stanchi, sfatti.
Il sole li avrebbe svegliati qualche ora dopo, ma fino ad allora avrebbero sognato di fare l’amore, ancora e ancora, fino a quando il verde degli occhi di lui ed il blu di quelli di lei si sarebbero incontrati per dar vita al giorno e alla notte.

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