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Shipshot - 15 - Oldrival Shipping

Salve a tutti. Fuori un'altra Old Rival (Blue x Green). Questo è un POV di Green, un po' triste. E boh, la prossima sarà l'ultima Frantic. Passate da Svignettiamo!
OldRivalShipping#2

Sei bello, sai?

Me lo diceva sempre. E me lo diceva tante di quelle volte che ormai ho cominciato a crederci. Ora non saprei nemmeno più a cosa sia andato incontro, seguendo le sue parole, seguendo il suo passo svelto e quello sguardo che rasentava l'infinito, almeno nel mio cuore.
Almeno prima che il suo essere una stronza prevaricasse tutto... Prima che scoprissi quanto umano fosse quello che reputavo l'angelo che avevo di fianco.
Lei pensa che io non sappia.
Ma io so., perché io so tutto. Perché io vedo, perché io sento.
Perché riesco a capire a pelle quando una cosa non funziona.
Sarò anche bello, donna dagli occhi blu, ma oggi sono morto con la speranza che portavo appresso, in quel fagotto che trascinavo dietro di me con dentro le mie fantasie, le mie illusioni.
Le mie volontà per il futuro.
Tutto il tempo passato a costruire il nostro castello, quello che è il nostro rapporto.
Quello che era il nostro rapporto.
Io lo so. Io so tutto.
Io so che tu ti vedi con lui, con l'altro, che sarà più bello, forse, o magari più loquace.
Magari è questo il problema. Magari il fatto è tutto lì. Magari il problema sta nel fatto che io sia così silenzioso, e tu no. Così poco spontaneo... Tu con la spontaneità sei arrivata sempre dove volevi.
Magari è anche perché torno tardi da lavoro, perché ho da fare in Osservatorio. Delle volte ti trovo mentre stai dormendo e non ti sveglio, perché non voglio darti fastidio, e tu la mattina dopo non ci sei già più, sparisci per i tuoi allenamenti; capita che io ti veda direttamente la sera del giorno dopo, con un po’ di fortuna.
Non è buono il nostro stile di vita.
Non è buono quest'orgoglio
Ora non mi interessa più, ad essere sinceri. Tu ritorni a casa tutte le sere e mi parli, come se a me dovessero interessare tutti i tuoi sproloqui sui tuoi finti allenamenti. Finti, sì, lo so.
Perché ti vedo quando lui ti carezza le guance, quando ti sposta i capelli dietro le orecchie. Io ti vedo quando gli sorridi; ed arrossisci, proprio come arrossivi con me. Proprio come arrossiresti adesso, se ti parlassi,se ti dicessi queste cose.
I tuoi occhi si riempiono di lacrime amare. Di lacrime inutili.
Non capisci, non puoi minimamente capire come sia doloroso portare addosso questo senso di vuoto, questo senso di nulla, caldo e pesante come sabbia del deserto.
Mi sento arido.
E no, non tornerà più nessuno di quei momenti passati assieme, in cui io e te eravamo noi. No, noi non saremo mai più quei due. Io non riderò mai più nel vederti crucciare per cose sciocche, tu non mi prenderai più in giro con le tue parole.
Tu non sentirai mai più le mie mani che ti sfiorano, che cercano di portarti in alto, di sfondare i muri immaginari che t'imponi. Perché le difficoltà le crei tu, da sola.
È finita.
Forse doveva andare così, o forse no. Forse sono io che sto sbagliando. Forse sono io che, nonostante tutto, devo necessariamente ricordare a te e a me stesso che la vita è meglio se vissuta assieme.
Forse è così.

Ora alzati e vai via, non asciugarti nemmeno le lacrime; voglio che gli altri capiscano che ti sei ferita da sola. Come se gli altri non sapessero già quello che hai fatto.
Da quanto durava? Giorni? Settimane? Mesi?
E poi perché? Che ho fatto? Che mancanza ho avuto? Che cosa ti ha portato a infrangere il nostro muro di rispetto, la nostra promessa, il nostro patto?
Cosa?
No.
Non me lo dire. Ora voglio vederti andare via. Senza sbattere la porta, per favore, nel totale silenzio. Sarebbe la prima volta che tu, nella mia vita, non faresti alcun rumore.

 

 

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