Passa ai contenuti principali

Post

TSR - 11 - Glitch

11. Glitch   Hoenn, Verdeazzupoli, Villa Petri Il mattino aveva l’oro in bocca, solitamente. Quello no. “E anche oggi un po’ di pioggia... ti pareva...” sbuffò Fiammetta, dopo aver aperto le persiane. Il giardino di Villa Petri era spoglio e grosse pozzanghere si erano formate nel prato bruciato dal freddo. La donna si portò davanti al comò e, osservando il proprio riflesso nello specchio, raccolse i capelli con entrambe le mani, per poi legarli con l’elastico che teneva al polso. Solita coda alta, poi scese al piano di sotto, camminando lentamente, a piedi scalzi. I talloni battevano sul parquet di mogano. “Buongiorno, Fiammy” diceva Jarica, seduta sul tappeto con le gambe incrociate. Giocava con le bambole mentre guardava alla televisione un cartone animato. “Buongiorno, tesoro. Hai fatto colazione?”. “Sì, Leslie mi ha fatto i cereali”. La donna sorrise. “Si dice preparato. Tra poco spegni e posa tutto, dobbiamo fare i compiti”. Quella sbuffò. “La matematica non ...

TSR - 10 - Gold Ha Sempre Ragione

10. Gold ha sempre ragione Johto, Borgo Foglianova, casa dei Dexholder  Sinceramente. Quel mattino non fu il rumore persistente della pioggia, che   ormai cadeva incessantemente da settimane e che rilassava i più, ma non lui. Sinceramente non fu nemmeno il rumore dei tuoni, forte e penetrante, e neppure la mancanza di Marina, che coi piedi freddi ogni volta lo faceva sobbalzare, in un rapido salto dal sonno alla morte. Sinceramente non s’era neppure accorto che, quella mattina, la sua donna si fosse alzata, sbadigliando rumorosamente come faceva sempre, vestendosi di fretta e facendo cadere il cellulare per terra, chiedendo a Shiva per quale motivo tutte quelle cose succedessero sempre a lei. Esagerava spesso, era fatalista. Lo schermo non s’era neppure graffiato. Sinceramente, Gold si svegliò perché aveva fame. E non la fame che normalmente prende chiunque si svegli dopo diverse ore di sonno, no; Gold non voleva fare colazione, voleva il pranzo di N...