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Levyan - Nubian - 20 - Il male minore

XX Il male minore     Il ragazzo barcollò, tamponandosi il labbro ferito. Ruby e Sapphire tenevano gli occhi esterrefatti fissi su di lui, lo riconoscevano. I capelli castani lunghi e scompigliati, il volto scavato e arrossito dal freddo, la tuta nera invernale ancora ricoperta di neve. «Blue!» fece Green, precipitandosi sulla sua donna. La Dexholder era appoggiata alla parete e stava lentamente stramazzando sul terreno. Teneva gli occhi bassi e le mani premute sull’addome. Il suo cappotto era inzaccherato di sangue, alcuni rivoli le scendevano lungo i pantaloni e raggiungevano il terreno. «Cazzo... cazzo... cazzo...» mugolava lei, terrorizzata. Nella stanza giunse anche Kalut, meno destabilizzato rispetto a tutti gli altri presenti poiché maggiormente dotato di sangue freddo. Si rivolse immediatamente verso l’aggressore, che era disarmato e ferito, ancora nel mirino di Ruby. Quello non poté opporsi, Kalut evitò un suo calcio, lo bloccò con un braccio e gli gettò...

Lila May - Star★Power - VIII★

  VIII ★ Rocco Petri. Che ci faceva lì, a quell’ora del mattino? La lotta venne interrotta da Orthilla, che si avvicinò all’emergente – e già tanto adorato – Campione di Hoenn con trepidazione, ansia e anche un po’ di risentimento. Era davvero affascinante, un ragazzo di classe che dentro di sé covava una forza bruta inimmaginabile. Brendan lo fissava da lontano, ammutolito. E così era lui, l’ultimo, temibile avversario che avrebbe dovuto affrontare. Chissà come si comportava in campo, sembrava un tipo così pacato visto da lontano. Tuttavia, non era sicuro che la camicia ben abbottonata e la giacca nera bastassero a classificarlo come un soggetto quieto. Osservò la scena, rimanendo al suo posto. « Ciao, Orthilla » . La ragazza lo scrutò da oltre le inferriate, quasi impaurita. Che cosa voleva? Erano settimane che non si scrivevano, aveva perso il conto dei mesi, ormai. E ora si presentava alla porta di casa sua puramente a caso, con una sacca di pell...

Sakichan - Addictions - 5/6

Sakichan24 A D DICTIONS     5.   V i deog am es a d di c tion... I n camera mia è tutto buio, tengo sempre la luce spenta e le tende tirate. Troppa luce mi dà fastidio, a malapena sopporto quella dello schermo che mi si trova davanti. Dovrei staccarmene, sono ore che sto giocando ininterrottamente senza quasi andare in bagno, ma non ce la faccio. Anche il mio corpo mi dice che è ora di smetterla, ho la nausea, una nevralgia molto fastidiosa e mi lacrimano gli occhi, ma non posso proprio spegnere la mia console. Mamma dice che è colpa di Tapso, è stato lui a farmi scoprire questo mondo e a farmici appassionare fin troppo. Per questo ormai non vuole più che ci vediamo: vuole cercare di farmi smettere di giocare e il modo migliore sarebbe - secondo lei - far sì che io e Tapso non ci vediamo. Per ora non è servito a nulla: finché lei è a casa, sono costretto a non giocare troppo. Ogni tanto mi ha anche staccato la console dalle mani e l’ha nascosta per ...