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Lycia_ : ZERO - Capitolo 2: Rosso

In fondo avevo accantonato la mia vecchia me da tempo ormai, e con essa anche gli amici e i parenti che ne conseguivano. Non ero più nessuno. Zero. Rosso “No, di nuovo. Prova ancora.” Un tono che non ammetteva repliche di alcun tipo. Il Rattata ansimava, stanco morto e si voltò a guardarmi con gli occhi grandi e imploranti. Dovetti mordermi il labbro per non dargli subito una delle Pozioni, il “premio” per i Pokémon che hanno svolto con diligenza il proprio lavoro quotidiano. E con “diligenza” s’intende un terribile allenamento di diverse ore, intervallato solo dalla pausa pranzo e cena. Una giornata “fruttuosa e ben spesa” era l’espressione usata dai Caporali quando un Pokémon, a fronte di tutto, si evolveva. Il topolino non sembrava avere nessuna intenzione di muoversi, era ancora lì. Mi sentivo i suoi occhi puntati addosso. Scossi la testa. “Ho detto, ancora.” Un ringhio quasi il mio, stavolta il piccoletto non poté proprio ev...

Lycia_ : ZERO - Capitolo 1: Bianco

In fondo avevo accantonato la mia vecchia me da tempo ormai, e con essa anche gli amici e i parenti che ne conseguivano. Non ero più nessuno. Zero.     Bianco       Sottile e affusolata.       “Come il braccio di una ragazza…” con le lenzuola tirate a coprirmi il mento e parte delle labbra mimavo le parole, inconsapevole se le stessi dicendo veramente o meno. Con gli occhi e una mano invisibile tracciavo dei contorni invisibili disegnando ora le linee delle cinque dita, trasformando la crepa in una figura quasi umana, addolcendone i tratti più aspri finché non potevo ancora vederli.       Era un lavoro incredibilmente rilassante il mio, svolto nella penombra che precede il mattino.       Prima che la luce dorata raggiungesse il mio letto filtrando tra gli spiragli di una tendina polverosa e sporca.      Non che mancasse molto ormai. ...

John Hancock - Bloodborne - 15 - Marea Rossa

Marea Rossa L’imponente figura di Regigigas si ergeva al di sopra delle cime più alte degli alberi. Le vene verdastre che tenevano insieme il suo corpo rilucevano alla luce del Sole, trasparenti. Se si osservava bene, si era in grado di vedere i vari parassiti che si muovevano al loro interno. Ormai liberatosi anche delle più piccole macerie che gli intralciavano il passo, iniziò a muoversi, non curandosi minimamente di ciò che lo circondava né di chi. La terra tremava sotto i suoi piedi. Bastò un suo solo passo per scatenare il panico all’interno dei boschi circostanti il Tempio; tutti i Pokémon parvero come impazziti, iniziando a fuggire. Stormi si levarono in volo, nel momento in cui Regigigas ruggì al mondo la sua rinascita. Il rombo del suo respiro, i boati dei suoi passi e lo starnazzare dei Pokémon in fuga si mescolarono in una raccapricciante cacofonia. Le poche guardie che erano impiegate nella difesa del Tempio erano con loro. Si erano riuscite a salva...