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Levyan - ILCC: II - Suits

II Suits «Gold!» esclamò qualcuno dall’esterno. Il Dexholder era stravaccato su ciò che una volta era probabilmente stato un letto. Qualcuno picchiava con le nocche sulla porta, ma lui faceva finta di non accorgersene. Trasse un sospiro, emise un grugnito e afferrò il cellulare e staccandolo dal cavo di alimentazione. Erano le 11:12. Maledetto jet lag. «Sono sveglio, cazzo!» gridò, mettendo momentaneamente a tacere la femmina che lo stava tanto infastidendo senza neanche essere nella sua stessa stanza. «Muoviti, abbiamo da fare» disse la voce. Era quella di Platinum. Gold si fece cadere sulla moquette, trascinandosi dietro tutte le lenzuola. Si alzò senza la minima fretta, si diede una sistemata al pacco. Platinum si vide aprire la porta dalla versione meno composta che avesse mai visto di un essere umano. Arricciò il naso per l’odore di chiuso che si dipanò dalla camera di Gold. Il ragazzo aveva tolto la maglietta, rimanendo coperto solamente dai suoi ...

Sakichan24 - Addictions - 11/12

Sakichan24 A D DICTIONS   12. S po rt add ic tion. . .   Piego le braccia verso il pavimento. - Cinquanta. - mormoro a denti stretti. Faccio fatica a ritornare alla posizione di partenza: le braccia, nonostante il buon numero di muscoli, mi tremano e implorano pietà: sembra debbano cedere da un momento all’altro. - Signore, tra poco dobbiamo chiudere. Non ascolto neanche e faccio un altro piegamento. - Cinquantuno. Non posso fermarmi in questo momento, il mio allenamento non varrebbe a niente. Ho le gambe indolenzite, mi dolgono gli addominali e le braccia iniziano a formicolare. Ma non cederò: non sono un debole. - Signore. L’inserviente mi tocca sulla spalla con una mano: non posso più ignorarlo. - Lo so. - rispondo, con un tono più duro di quello che vorrei. Mi mordo il labbro. Faccio un ultimo piegamento e le mie braccia si ribellano definitivamente: crollo a terra e per poco non sbatto la faccia. Rimango lì un attimo, mentre scari...

Doppiakappa - Innesco: 7

INNESCO. UNA RACCOLTA BY Doppiakappa MANGAQUEST SHIPPING TRY ME Quella sala ad Amarantopoli non l’era parsa così grande, il giorno in cui l’aveva noleggiata per festeggiare il giorno del suo ventesimo compleanno; il buio la faceva sembrare quasi labirintica. Crystal camminava con difficoltà in mezzo alla gente, che beveva, si divertiva e ballava quella musica ad altissimo volume. Tutti la salutavano e le facevano gli auguri, sotto le luci colorate gettate dalla sfera stroboscopica. A un certo punto la macchina del fumo inondò la pista con una pallida cortina profumata.     Crystal era felice, adorava sentire il rimbombo nel suo corpo del subwoofer che amplificava ogni colpo di basso. Ballava. Tutti si muovevano in maniera quasi casuale, spinti dalla leggerezza che provavano per via dell’alcool, lei compresa, che solitamente era la persona più contenuta dell’intero ateneo della facoltà di Biologia. Quel giorno però era speciale: era il trenta aprile, il s...