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Lev - Il Pianto delle Stelle - 20 - Impazienza

Capitolo 20 – Impazienza   Xavier si trovava in un limbo tra il sonno e la delicata veglia. Non riceveva stimoli e non avvertiva quasi la sua forma materiale, solo un caldo raggio di sole che lo teneva attaccato al suolo fresco sembrava connetterlo alla realtà effettiva. Silenzio. Pace. Tranquillità. I suoi Pokémon assieme a quelli della Capopalestra riposavano pure loro sull’erba soffice. Così anche Cassandra che sdraiata poco distante da lui teneva le mani incrociate dietro la nuca. E anche lei taceva. Ah no… ‒ Raccontano un mucchio di storie… ‒ disse ad un certo punto la ragazza. ‒ Su Hoenn, dico. Il castano rispose quasi controvoglia: ‒ Eh, che significa? ‒ Lo sai, no? Il cataclisma scampato a seguito delle lotte tra Groudon e Ky...

Gold - Inteactive Master - Capitolo 5

5. Volare “No. Scenderai tu qui giù e vedrai se c’è traccia di Uxie. Io andrò al Tempio qui a Nevepoli” tuonò Bianca, contrariata. “Ok. Ma dopo ti sfiderò per la tua medaglia!” rispose a tono Gold, pronto a prendere la sfera di Exbo. “Sì, sì, come ti pare. Adesso questo fatto ha maggiore priorità su tutto, quindi scendi qui e perlustra un po’ la zona. Se trovassi Uxie dovresti chiamarmi sul Pokékron”. “Pokécosa?!”. “Pokékron”. “Hey, sono di Johto, non del pianeta di Ultron... Queste diavolerie non so minimamente cosa siano”. “Campagnolo... Beh, ho bisogno di comunicare con te in qualche modo... ti lascio il mio Froslass, che è carinissimo ed è superforte! E sarà il tuo avversario durante la lotta in Palestra!”. Gold inarcò un sopracciglio. “Ca... carinissimo e superforte? Uhm... Tu hai dei problemi, sorella”. “Hey! Lascia stare il mio Frossy!”. “No, io sfottevo te...”. Bianca mandò in campo il suo Pokémon. Non era molto grande, né molto vivace. Aveva gli occhi d’un ...

Lev - Il Pianto Delle Stelle - 19 - Pigrizia

Capitolo 19 – Pigrizia Xavier e Cassandra si stavano muovendo da una ventina di minuti, la mattina era giunta come una vecchia vicina che passa a chiedere lo zucchero e i due si erano alzati più o meno alla stessa ora. Colazione veloce con una brioche e un cappuccino per lei, un caffè al ginseng per lui, quindi via verso nuove entusiasmanti avventure. Il castano camminava guardandosi le punte dei piedi e la Capopalestra lo seguiva giochicchiando con la Poké Ball che aveva in mano. ‒ Secondo te quanto manca ancora? ‒ domandò lei. ‒ Non lo so ‒ rispose lui. ‒ Dai, più o meno… ‒ ribatté lei. E Xavier sapeva di star sprecando tempo, di avere a disposizione qualche momento felice di castissima e purissima convivenza con quella ragazza non poco attraente che camminava seguen...

Painted Pictures - Capitolo 4 - E'... è lei

È... è lei                                         Ogni passo rimbombava nella testa di Dylan come se una piccola goccia si tuffasse dall’alto del soffitto di una grotta giù per terra, incontrando un lago sotterraneo. Ed in effetti erano proprio all’interno di una grotta; con tutto quel silenzio gli pareva strano di essere nella base del nemico, gremita di Reclute pronte a fargli passare guai amari. Solo il ronzio dei neon tagliava la linea dei suoi pensieri, con un machete ben affilato e sporco di sangue. Del sangue che Dylan non vorrebbe mai ricondurre a Dhalia. E sì, perché era inevitabile che pensasse a Dhalia, in quel momento, abbassando la testa e fissando le punte delle sue scarpe sporche di fango. I miei mocassini... pensò, quasi estraniandosi per un attimo da tut...

Alla fine le donne hanno sempre ragione...

Alla fine le donne hanno sempre ragione. Universo X   Se c’era una cosa che Marina aveva capito di se stessa era che la semplice azione di girare la chiave nella toppa le provocava il rilascio di una grande quantità d’endorfine, capace d’appianare qualsiasi divergenza che il suo spirito ed i suoi nervi avessero avuto durante la giornata. Era riuscita ad ottenere un permesso, lavoro di scrivania per qualche mese, prima di tornare operativa; i fatti di Hoenn l’avevano stressata particolarmente, e quindi s’era appostata nella Stazione di Polizia di Violapoli. E Violapoli era relativamente calma, ma lo stesso aveva ottenuto l’autorizzazione dalla Lega di Johto per la formazione d’un piccolo nucleo Ranger. Due ragazzi, molto giovani per altro, più di lei e dei suoi ventiquattro anni, ma comunque una grande vittoria per l’Associazione Ranger; già, inserirsi in un luogo dove la figura dell’Allenatore era sviluppata a macchia d’olio non sarebbe stato facile, ma tanto...