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Linnea - Bulletproof Cupid - 2 - My behavior's hard to understand, when I'm like a phone with no connection - but I'm still doin' all I can

H O L D  O N  T O  M E   (My behavior's hard to understand, when I'm like a phone with no connection - but I'm still doin' all I can) ( Qualche mese dopo gli eventi del capitolo precedente, Lost without a clue) Avvisi: implied mild drug abuse and illegal activities | kinda abusive relationships - but It's just these assholes way to deal w/ shit | veeeeery mild violence(???) | foul language Gli aveva detto di aver “bisogno di una pausa” come se fossero una coppia di quattordicenni. Gold sapeva che questa storia della pausa era tutta una stronzata che si dicevano le coppiette mentalmente immature per illudersi di non star mettendo fine alla loro stupida relazione. Gold aveva ventidue anni ed un sacco di problemi nella testa ed il suo migliore amico barra scopamico barra qualcosa-di-indefinito-che-è-meglio-non-definire gli aveva detto di avere bisogno di spazio. Certo Silver era strano e spariva per mesi interi con la scusa di doversi allenare quando...

Linnea - Bulletproof Cupid - 1 - Lost Without A Clue

Lost without a clue. [Pwp che avevo promesso un sacco di tempo fa, potete leggerla come stand-alone, ma è un sequel diretto di Exit Wounds]   Il telefono squillò durante il suo weekend libero. Aveva gli occhi gonfi come due palloni per la prolungata visione della tv, e quasi gli sembrò di spostare due vecchi massi quando si decise a distogliere lo sguardo dalla soap che stava guardando - proprio ora che Germana si era suicidata, sotto gli occhi sconcertati e addolorati di Gonzalo - per fissarlo sull'aggeggio infernale, che vibrava e lampeggiava sul tavolino da caffè accanto ai suoi piedi incrociati. Il volto gioviale di una diciottenne, volontaria alla Pensione che gestiva poco fuori Fiordoropoli (già, gestiva, non che lo avesse voluto; la coppia gli aveva detto  tu non cerchi il successo, ma il successo cerca te!  prima di partire per Hoenn per festeggiare il ritiro), gli fece provare una fitta di fastidio tale che al posto di ignorarla dovette risponde...

Lev - Nowhereland

Nowhereland     Adesso sono diventato Morte, il distruttore dei mondi. Robert Oppenheimer, citando il Bhagavadgita       L’uomo vestito di bianco tiene la testa appoggiata alla parete di vetro del suo ufficio. Il silenzio che regna nella stanza viene di tanto in tanto spezzato da grida soffocate e esplosioni attutite che provengono da fuori. Solo da fuori. Il suo Sancta Sanctorum esiste nell’incorruttibilità della penombra, della moquette pregiata, della scrivania in marmo zuccherino. L’ampio balcone si affaccia sulla città, è la piattaforma perfetta su cui sedersi ad ammirare il vorticante formicaio di luci che è Austropoli. La città sembra trattenere il fiato. Quel giorno, la neve scende copiosa sul reticolo urbano. L’uomo in bianco accenna un s...