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Linnea - BC - 4 - B e g i n t h e e n d

B e g i n t h e e n d Aveva una particolare routine in cui ingranava ogni volta che aveva qualcosa per la testa. L’unica perla di quell’appartamento era la vista dalla cucina e dal salone, quindi si sedeva al bancone annerito che usava come tavola da pranzo con una bottiglia di quel vino da cento pyen con la bottiglia snob che cercava di non farlo passare per il vino scadente qual era ed il bicchiere in finto cristallo e beveva. Su iMessage la conversazione con Gold era ferma dalle due di pomeriggio, scriveva e ricancellava senza inviare. Alla fine decise di chiamarlo. “ Oh, sto ancora lavorando” “ Sì, scusa” “ Eh” “ Dovevo dirti una cosa” dall’altro capo della linea sotto al silenzio di Gold che rimaneva ad ascoltarlo c’era il fruscio tipico della pensione, lo vedeva quasi col telefono schiacciato tra orecchio e spalla mentre rassettava qualche stalla col suo stupido grembiule legato alla vita. “Io venerdì non vengo” silenzio radio per un istante, lo vedeva mettere...

TSR - Terzo Interludio

..:.:.. TSR ..:.:.. Terzo Interludio - Adamanta, Piedi del Monte Trave, Accampamento degli Ingiusti  1000 anni prima - La notte era la migliore amica dei soldati; soprattutto di quelli che non trovavano sonno. Il buio avvolgeva le gambe stanche e le mani ferite, dai palmi plasmati dai manici delle pesanti spade. Quelle spade, loro migliori amiche durante il giorno, urlavano disperate quando le teste si poggiavano sui cuscini sottili, praticamente federe vuote, talvolta con qualche veste all’interno. Quei gladi avevano le voci degli uomini a cui avevano tagliato via la vita, delle loro mogli ormai vedove. Di quei figli rimasti orfani. Tuttavia Adamo aveva imparato a convivere col rimorso, comprendendo che, se doveva per forza levare una vita, essa sarebbe rimasta con lui sulla propria coscienza. Aveva guardato e riguardato la piantina, organizzato mentalmente l’assedio al Monte Trave e a quel tempio che tanto voleva distruggere. Ideali non suoi, era Nesto...

HNK - TIR - 15 - Quiete

Quiete Cole concluse il suo racconto, cercando di non tralasciare alcun particolare. Il tempo scorse veloce mentre spiegava i particolari di come fosse venuto in possesso della sua armatura e, ovviamente, avesse ottenuto il supporto di Mewtwo. Le ombre iniziarono a farsi oblique, mentre il racconto volgeva al termine. Kyle rimase con la bocca spalancata per tutto il tempo, incredulo di fronte alle parole dello zio. Non avrebbe mai potuto anche solo immaginare una storia simile, per questo restò più che incredulo alle parole dello zio; soprattutto la parte riguardante Mewtwo. Quel Pokémon leggendario esisteva davvero, e si trovava adesso a pochi passi di distanza da lui. - Ti rendi conto di ciò che hai fatto? – chiese Daisy. La donna aveva gli occhi lucidi mentre parlava al suo uomo. Conscia delle conseguenze che di lì a poco, sarebbero potute giungere. - Potresti morire da un momento all’altro! – continuò lei. Blue rimase in silenzio, lasciando le sue osservazi...

TSR - 24 - Le strade che vanno all'inferno sono lastricate dal senno di poi

..:.:.. TSR ..:.:.. 24. Le strade che vanno all'inferno sono lastricate dal senno di poi - Adamanta, Primaluce, Casa Recket -- Forse era per quel buio, che quando arrivava la notte si distendeva come il mare sulle rive di una spiaggia deserta, scrosciando senza che nessuno lo sentisse. O forse era per il silenzio. Quel silenzio terribile che nella sua vita era sempre stato assente giustificato e che era esploso quella sera assieme al malessere che rapiva i suoi pensieri. Aveva pianto, Zack, piegato in due dal dolore e dai rimorsi. Forse non doveva lasciarla da sola? Avrebbe dovuto costringerla, forse? Eppure le aveva specificatamente chiesto di andare con loro al parco, a fare due passi e godersi un po’ di quel sole prima che cominciasse nuovamente a nevicare. “Rachel...” ripeté, prendendo profonde boccate d’aria e riempiendo i polmoni di polvere e veleno. Avrebbe dovuto prevederlo. Sì, avrebbe dovuto capire che prima o poi quei pezzi di merda sarebbero tor...

HNK - TIR - 14 - Nell'Antro Del Mostro pt. 3

    Nell’Antro Del Mostro Pt.3 Cole e Rhyperior si ritrovarono sollevati a mezz’aria dalle forze psichiche di Mewtwo. Senza il minimo sforzo, il Pokémon Genetico, aveva preso il controllo dei loro corpi e li aveva resi praticamente indifesi. Rhyperior ruggì, furente, riuscendo tuttavia soltanto a muovere minimamente la mano destra, di pochi centimetri verso di Mewtwo, prima di lasciarla ricadere sul fianco. - Cosa ci fate nella mia dimora? – domandò, parlando a Cole telepaticamente. “Vaffanculo” pensò Cole. - Non c’è bisogno di insultare, umano – disse questa parola con tutto lo sdegno immaginabile – Mi dovete delle spiegazioni: nessuno può venire qui senza restare impunito. E sì, leggo i vostri pensieri. Mewtwo rivolse loro uno sguardo glaciale e privo di ogni tipo di emozioni. - Ci inseguivano dei Sacerdoti, sono entrato qui per liberarmi facilmente di loro: ero in inferiorità numerica, e speravo di farli fuori uno alla volta, dividendoli. Ma vedo...